So bene che l’idea di prenotare una prima consulenza può generare un po’ di dubbi, soprattutto se non sai esattamente cosa aspettarti.
Per molte donne è un momento di passaggio importante: sentono che il loro corpo è cambiato dopo la gravidanza, ma non sempre riescono a dare un nome a ciò che provano.
Questa prima visita non è solo una valutazione tecnica. È un opportunità per raccontare la tua esperienza, per essere ascoltata senza giudizio e per valutare l’inizio di un percorso personalizzato.
In questo articolo ti spiego, passo dopo passo, come funziona.
Si comincia da te: la tua storia è importante
Il primo momento della consulenza è dedicato interamente all’ascolto. Ti farò delle domande per raccogliere la tua anamnesi completa, ovvero tutte le informazioni importanti sulla tua storia clinica e personale:
- quante gravidanze hai avuto
- che tipo di parto hai vissuto
- se hai avuto interventi, dolori, sintomi particolari
- come stai adesso, cosa ti ha spinta a chiedere aiuto
Ogni dettaglio è prezioso: mi aiuta a capire dove sei oggi e mi permette di individuare eventuali correlazioni tra sintomi, esperienze pregresse e segnali fisici. Solo così è possibile impostare un percorso di trattamento coerente ed efficace.
Respiro e addome: come si muove il tuo centro
La seconda parte della consulenza è dedicata alla valutazione addominale e respiratoria.
Qui osservo come respiri, come si attiva il tuo addome, se ci sono cedimenti, segni di diastasi addominale, o una linea alba poco tonica.
Attraverso alcuni test manuali e semplici manovre posso valutare:
- se il tuo respiro è toracico o diaframmatico
- se l’addome riesce ad attivarsi correttamente
- se ci sono segni di cedimento della parete
- la qualità della linea alba (il “centro” dell’addome)
Non è semplicemente una questione di verificare se tutto è “a posto” o meno. L’obiettivo è osservare come reagisce il tuo corpo nei movimenti quotidiani, come si attivano i muscoli profondi e se ci sono segnali di squilibrio o compensazione.
La valutazione del pavimento pelvico: delicata, rispettosa, fondamentale
La terza fase è quella più delicata, ma anche quella che molte donne poi mi raccontano come la più rivelatrice.
Si tratta della valutazione del pavimento pelvico: avviene in un ambiente protetto e nel massimo rispetto. Prima ti spiego ogni passaggio e rispondo alle tue domande.
Valuto innanzitutto la zona vulvare dall’esterno, per osservare la sensibilità e i riflessi, utilizzando un tampone in modo assolutamente non invasivo.
Poi, con una digitopressione delicata all’interno, valuto la risposta della muscolatura profonda: eventuali contratture, trigger point, debolezze o compensazioni.
Ogni muscolo ha un ruolo. L’insieme ci racconta molto di come vivi il tuo corpo, oggi.
Perché una valutazione completa è fondamentale
Non basta trattare una parte: il pavimento pelvico, l’addome e il core lavorano insieme, in modo sinergico.
Ecco perché una consulenza davvero utile non può limitarsi a un solo distretto.
Osservare l’intero sistema mi permette di aiutarti a recuperare non solo forza e funzionalità, ma anche percezione: sentirti di nuovo bene nel tuo corpo, in modo pieno e consapevole.
Non importa se hai partorito da tre mesi o tre anni: ogni corpo ha il diritto di essere ascoltato.
Cosa ti porti da questa prima valutazione
Ogni donna è diversa, e anche il percorso che segue dopo una prima valutazione può esserlo profondamente.
C’è chi scopre di avere bisogno di un lavoro graduale, perché il parto ha lasciato segni importanti: una diastasi addominale severa, un cedimento della parete addominale, o alterazioni significative della funzionalità del pavimento pelvico.
Altre, invece, si trovano in una condizione funzionale buona, ma hanno bisogno di orientamento, consapevolezza e indicazioni chiare per prendersi cura di sé nel tempo.
In tutti i casi, il mio ruolo non è soltanto quello di osservare, fare una diagnosi funzionale e proporre trattamenti.
Il mio obiettivo è accompagnarti nella comprensione di quello che accade nel tuo corpo, aiutarti a leggerlo con nuovi occhi.
Perché solo se sai cosa ti sta succedendo puoi prenderti cura di te con lucidità e sicurezza.
Il mio approccio unisce competenze cliniche e attenzione profonda all’aspetto umano:
molte delle problematiche che tratto hanno un impatto anche sull’equilibrio emotivo e sulla percezione di sé.
Ecco perché, oltre alla terapia, fornisco strumenti pratici e indicazioni personalizzate che puoi usare in autonomia, anche dopo che il nostro percorso insieme sarà terminato.
La vera forza del trattamento sta anche qui: iniziare a conoscerti e allenare il tuo corpo con fiducia, autonomia e consapevolezza.
Se senti che è arrivato il momento di capire meglio cosa sta accadendo al tuo corpo, o semplicemente hai bisogno di un confronto professionale, puoi CONTATTARMI! Sarò felice di ascoltarti e aiutarti a orientarti.




