Pavimento pelvico: cos’è, cosa gli succede dopo il parto e perché è importante conoscerlo

Forse non ne hai mai sentito parlare davvero, o forse sì, ma in modo vago e confuso. Eppure il pavimento pelvico è una parte fondamentale del tuo corpo. Non si vede, non se ne parla spesso, ma sostiene ogni giorno alcune delle funzioni più importanti: dall’equilibrio posturale alla sessualità, dal controllo della vescica al benessere addominale.

E dopo una gravidanza – qualsiasi tipo di gravidanza – il pavimento pelvico può cambiare. Non sempre si tratta di un cambiamento visibile, ma questo non significa che non valga la pena conoscerlo.
In questo articolo voglio accompagnarti a capire cos’è, dove si trova, cosa accade dopo il parto e perché è così utile imparare ad ascoltarlo, anche se è passato tanto tempo.

Cos’è il pavimento pelvico e dove si trova

Immagina una specie di “tappeto elastico” che chiude il bacino dal basso, come se fosse un’amaca sospesa tra il pube e il coccige. È lì, in profondità, tra le anche. È fatto di muscoli, tessuti connettivi e legamenti, e ha il compito di sostenere tutto ciò che si trova sopra: vescica, utero, retto.

Non lavora da solo, ma in sinergia con l’addome, il diaframma e la colonna vertebrale. Ti aiuta a mantenere la continenza (cioè a non avere perdite involontarie), partecipa alla respirazione, alla postura e alla vita intima. È una parte viva, dinamica, che si adatta continuamente.

illustrazione anatomica del pavimento pelvico con dettaglio su tutti i suoi muscoli

Cosa gli succede durante la gravidanza e dopo il parto

Durante la gravidanza, il pavimento pelvico si prepara: si ammorbidisce, si allunga, si adatta al peso dell’utero che cresce. Questo è del tutto naturale.
Poi arriva il parto, e con esso un evento fisico importante: che sia stato vaginale o cesareo, il tuo corpo ha attraversato una trasformazione.

Nel parto vaginale, il passaggio del bambino può causare uno stiramento intenso, talvolta anche una lacerazione o un’episiotomia.
Nel cesareo, anche se il pavimento pelvico non viene attraversato, può comunque subire le conseguenze di una pressione interna costante, di una postura compensatoria o di una respirazione alterata.

Tutto questo può lasciare dei segni. Non parlo di segni visibili, ma di sensazioni. Alcune donne sentono un senso di vuoto, altre una pressione, altre ancora non sentono più “bene” quella zona. Altre ancora non avvertono nulla subito, ma dopo qualche mese notano piccoli fastidi: una perdita di urina quando si ride o si starnutisce, un fastidio durante i rapporti, una fatica a stare in piedi a lungo.

Perché è utile conoscere il pavimento pelvico (anche se non hai sintomi evidenti)

Conoscere questa parte del corpo è il primo passo per prendersene cura. E non serve che ci siano sintomi per iniziare ad ascoltarla.
Sapere dov’è, cosa fa, e come risponde ai movimenti o alla respirazione ti permette di essere più consapevole, più stabile, più in sintonia con te stessa.

Inoltre, tanti piccoli segnali che sembrano scollegati – come un mal di schiena frequente, una difficoltà a trattenere la pipì, una sensazione di instabilità nel bacino – possono trovare risposta proprio lì, nel pavimento pelvico.

Per approfondire, puoi ascoltarmi direttamente mentre ne parlo: in questo breve video ti spiego che cos’è il pavimento pelvico e quali funzioni svolge ogni giorno, spesso senza che ce ne accorgiamo.
👉 Guarda il reel su Instagram

Non è mai troppo presto (né troppo tardi)

Il momento ideale per iniziare ad ascoltare questa zona è dopo il puerperio, cioè circa 6 settimane dopo il parto. Ma se stai leggendo questo articolo e il tuo parto è avvenuto mesi o anni fa, non pensare di essere fuori tempo.
Il corpo ha una memoria straordinaria e una grande capacità di recupero. Anche a distanza di anni puoi imparare a sentire, capire, rinforzare o rilassare questa parte del corpo.

L’importante è non ignorare ciò che senti. Magari non è nulla. O magari è qualcosa che può essere affrontato con dolcezza, competenza e rispetto.

Cosa puoi iniziare a fare, già da ora!

Inizia con l’ascolto.
Non serve fare esercizi complicati né avere strumenti particolari: la prima cosa da fare è portare attenzione.

Puoi sederti comodamente su una sedia rigida, con la schiena dritta ma non rigida, i piedi ben appoggiati a terra. Se vuoi, puoi anche usare una pallina da tennis rivestita da un calzino sottile, posizionata sotto il perineo (quella zona che si trova tra vagina e ano). Non deve dare fastidio: serve solo a offrire un punto di contatto per facilitare la percezione.

Chiudi gli occhi per qualche istante e respira con calma.
Senti se, durante la respirazione, quella zona si muove un po’, si espande, si rilassa. Poi prova, con gentilezza, a tossire una volta. Hai sentito qualcosa? Una spinta verso il basso? Una contrazione?
Ora alzati lentamente dalla sedia e cerca di percepire se c’è un cambiamento. Ti sembra di sentire meglio la zona pelvica? Più presente? Più viva?

Puoi anche semplicemente appoggiare una mano sul basso ventre e chiederti: “Cosa sento, qui, in questo momento?”. Nessuna risposta è giusta o sbagliata, ma ogni volta che ti fermi ad ascoltare, stai già facendo qualcosa di importante.
È  il primo passo per ristabilire una connessione con il tuo corpo, lì dove forse da tempo non posavi più l’attenzione.

Iniziamo a dare valore anche a ciò che non si vede

Il pavimento pelvico è una parte del nostro corpo che lavora in silenzio. Non si vede, non si sente, e spesso non si conosce. Ma è sempre lì, presente.
C’è quando respiri, quando ridi, quando ti alzi dal letto, quando tieni in braccio tuo figlio, quando fai uno sforzo o un passo in avanti. Sostiene, accompagna, protegge.

Eppure, per tanto tempo è stato ignorato. Ci hanno insegnato a osservare il nostro corpo solo in superficie: la pancia che torna piatta, la cicatrice che si rimargina, l’aspetto che “deve tornare come prima”. Ma il vero centro, quello che tiene insieme la stabilità, l’equilibrio, il benessere profondo, spesso resta invisibile.

Iniziamo a parlare di questa parte così importante, con rispetto e consapevolezza. Anche se non ci sono sintomi evidenti. Anche se è passato tanto tempo dal parto. Anche se nessuno ce ne ha mai parlato prima.

Conoscerla non vuol dire cercare un problema, ma comprendere come funziona il proprio corpo, anche nelle sue parti più intime e silenziose.

E non è mai troppo presto, né troppo tardi, per cominciare.🌸


Ti è rimasto un dubbio? O hai bisigno di saperne di più?

Se leggendo hai sentito che si parlava un po’ anche di te, puoi prenderti un attimo per condividerlo. A volte basta questo per iniziare a fare chiarezza.
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